The Institute of Things to Come

Melanie Bonajo and Pauline Curnier Jardin

10 Maggio 2021 | 25 Luglio 2022
a cura di Valerio Del Baglivo

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita la terza edizione del progetto The Institute of Things to Come, curato da Valerio Del Baglivo, con una mostra delle artiste Melanie Bonajo e Pauline Curnier Jardin. Fondato nel 2017 The Institute of Things to Come è un programma tematico annuale di mostre, performance e laboratori, che utilizza argomenti speculativi per proporre immaginari alternativi e posizioni di critica sociale. L’edizione 2021 s’intitola “The convention of restorative anatomy and prosopopeia” e presenta un programma di mostre, pubblicazioni e performance che mettono in discussione politiche identitarie per favorire letture non-binarie applicate a genere, etnia e orientamento sessuale.
Presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il ciclo ospita una doppia personale delle artiste Melanie Bonajo (Olanda, 1978) e Pauline Curnier Jardin (Francia, 1980) con due grandi installazioni rispettivamente Fake Paradise e Blutbad Parade. Attraverso percorsi artistici multiformi che uniscono il linguaggio performativo, quello cinematografico ed installativo, le due artiste indagano momenti di espressione corporea collettiva e sperimentazione collaborativa, in cui re-iscrivere discorsi egemonici e normativi sui temi dell’identità, del genere e della sessualità. In particolare intrecciando interessi nelle tradizioni radicali e nei rituali ancestrali, esplorando il potenziale dei media e della tecnologia, e realizzando sperimentazioni collaborative, le loro pratiche esplorano differenti forme espanse di narrazioni, spesso risultanti in complessi progetti installativi dal forte impatto visivo.
Il lavoro Fake Paradise di Melanie Bonajo è parte della sua serie di film semi-documentari Night Soil, dedicata ai fenomeni culturali che mettono in questione il sistema dei valori del capitalismo. L’opera considera le dimensioni spirituali, medicinali e sociali dell’ayahuasca, una pianta amazzonica con proprietà psichedeliche. Navigando tra storie personali di esperienza e prospettive indotte dall’uso dell’ayahuasca, l’installazione video presta attenzione alle voci femminili, tradizionalmente trascurate nella ricerca e nella cultura psychedelica.
Nel 1916 nella città di Karlsruhe, l’aviazione francese bombardò un circo nel bel mezzo di uno spettacolo, uccidendo centinaia di civili, tra cui molte donne e bambini. Partendo da questo fatto storico, l’installazione Blutbad Parade di Pauline Curnier Jardin, racconta la storia di un circo fantasma che torna ogni cento anni a suonare di nuovo sul luogo della violenza originaria. L’opera intreccia l’interesse dell’artista per i temi del carnevalesco e l’avanguardia, tracciando un’indagine sulle categorie del deviante, del mostruoso e degli effetti traumatici della guerra